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CHIESA DI S. MARIA ASSUNTA E DI S. BIAGIO A PARTINA.

BREVI NOTE DI STORIA E DI RECENTE RESTAURO.

 

In una recente riunione di amici, nel 1990, parlando del più o del meno, nacque il proposito di celebrare, almeno in qualche modo, il Bicentenario della elevazione a pieve della nostra chiesa, che ricorre in questo 1993.

infatti in un decreto del Vescovo Nicola Marcacci, del 20 Aprile 1784, sopprimeva la vecchia Pieve di  S. Maria assunta a Partina, già menzionata dal Vescovo Elimperto nel 1009, e contemporaneamente elevata a "Pievania" la piccola chiesa del paese, dedicata a S. Biagio, e già eretta a "prioria" il 9 settembre 1744.

E' pensabile che Don Bartolommeo Franceschi parroco di S. Biagio a Partina dal 25 maggio 1722 al 24 maggio 1749, discendente dell' omonima famiglia di partina, abbia caldeggiato anche personalmente l' erezione della chiese di S. Biagio a "prioria" prima e successivamente a " Pievania. 

Dal 1784 al 1793 sembra essere un lasso di tempo sufficiente per rendere "nuova" ed idonea la chiesa di S. Biagio, come oggi la vediamo. C'è un messale stampato a Venezia nel 1770, regalato certamente alla chiesa di partina dalla famiglia franceschi, veramente bello: rilegato in velluto rosso, con borchie in argento e stemma della casata Franceschi; con inserito il "proprio" della messa di S. Biagio, stampato ad arezzo nel 1793.

perchè non pensare ad un dono in occasione della festa dedicata a S. Biagio dopo i lavori di ampliamento protrattisi per alcuni anni e certamente sostenuti, per la maggior parte almeno, dalla famiglia franceschi?

nella visita pastorale di Mons. Giovanni Volpi, nel 1906, Don lorenzo Blasi dà per certa la data dell' ampliamento dell 'attuale chiesa nell' anno 1793, pur dichiarando di non aver documenti sicuri neppure per la sua consacrazione.

tale data fu presa per buona successivamente tanto da Don Ezio Turinesi quanto da Don Crstoforo Mattesini, ai quali mi associo anch'io tranquilamente.

ma torniamo alla nostra riunione nella quale decidemmo di effettuare lavori di restauro e di ripulitura della chiesa per celebrare il Bicentenario, poichè ci pareva che ne avesse veramente bisogno dopo molteplici e non sempre indovinati interventi.

 Anch' io nell' arco della mia vita, l' ho vista cambiare aspetto tre volte, pur rimanendo, nella sua struttura generale, sempre quella. dirò solo che è costruita a forma latina, a volte e ad unica arcata, con cupola; è lunga 23 metri e larga 8,50; è di stile "barocco" ma non troppo per cui non dispiace affatto.

fino al 1938 aveva un bel paviment in cotto; non esisteva balaustra tra navata e presbiterio; l' altare maggiore era in pietra con tre gradini per accedervi ed altri tre sopra la mensa per i candelieri; il crocifisso antico, tanto venerato dalla popolazione, era in una nicchia ricavata nel muro del coro, l' organo, di demitrio bruschi, con la cantoria, era sopra il portale d' ingresso; al battistero; posto in una sua pripria cappella, si acceseva appena entrati in chiesa sulla sinistra; le finestre con telaio di legno con vetri bianchi; aveva il "pulpito" sulla parete sinistra tra la porta della compagnia ed il confessionale. La tinteggiatura delle pareti era appena sul giallo mentre le lesene, colonne e portali erano sempre sul giallo ma verniciati ad olio.

 Nel 1938 avvenne una trasformazione non indifferente. La facciata, solo intonacata fù completamente ridisegnata e realizzata con bozze e lastre di cemento martellato come la vediamo tutt' ora. Internamente fu rifatto il pavimento con mattonelle a mosaico; fu posta una balaustra con colonnine in cemento; l' altare venne fatto di sana pianta, più basso, ma più largo, per ospitare sopra il secondo gradino, una mastodontica "urna" in legno per il crocifisso. urna che in altezza raggiungeva il cornicione ed in larghezza doveva nascondere l' organo trasportato dietro l' altare dalla demolita cantoria. Così fu tolto il pulpito; furono sostituite le finestre con telai in ferro e vetri "istoriati", andati poi perduti con il brillamento di mine per abbattere il ponte durante la guerra; la finestra rettangolare sulla facciata fu sostituita con l' attuale "occhio2; furono rinnovate tutte le panche.

Dopo il fronte, dal 1946 al 1952 altri inteventi furono eseguiti sia per riparare danni subiti, sia per modificare ancora. Infatti la cappella del Battistero fu incorporata dalla stanza della compagnia ed il fronte venne alloggiato, simile ad acquasantiera, nel vano della porta; il pavimento, ancora una volta fu sostituito con lastre di marmo. non mancò naturalmente una nuova e totale tinteggiatura che su lesene, archi, colonne ed altari laterali prese il colore di finta pietra. Nel 1990 è iniziato il lavoro di ripulitura e di restauro all' ltare della Madonna ed ultimato per la festa dell' Immacolata. Nel 1991 si è continuato così per tutta la chiesa.Oggi la nostra chiesa è tornata ad essere, sia pure nella sua semplicità, veramete "decorosa".

 

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